Movimento Cinque Stelle per una politica energetica diversa


Il Movimento 5 Stelle in riferimento alle dichiarazioni del Ministro Passera, relativamente al raddoppio della quantità di petrolio estratto nel nostro Paese per portarlo al 20% della domanda, si  augura che le stesse  rimangano tali e non si traducano in punti del piano energetico nazionale. Ne andrebbe a discapito, sia della credibilità della politica ambientale italiana agli occhi della comunità internazionale, sia del rispetto dei cittadini che verrebbero, per l’ennesima volta, ingannati sulle strategie energetiche.

Giampiero Trizzino, referente del Gruppo Sviluppo e Nuove Tecnologie del M5S Palermo e candidato deputato alle prossime regionali, dichiara: “In un sistema mondiale orientato sull’impiego massiccio delle fonti rinnovabili e sulla ricerca di nuovi modelli che ne garantiscano un  impiego efficiente è impensabile che un paese membro dell’Unione europea – impegnato nel rispetto di obiettivi ambizioni come quello della Direttiva 2009.28.CE – non dirotti tutta la sua attenzione verso soluzioni innovative come, ad esempio, le smart cities. Sono oramai decine le città che hanno avviato o intendono avviare percorsi di questo tipo. E’ necessario dare maggiore impulso e sostegno a questa realtà attraverso un coordinamento nazionale. Il nuovo piano – atteso ormai da troppo tempo – non può chiudere la porta alle nuove prospettive che offre la tecnologia al servizio della salvaguardia dell’ecosistema.” Trizzino prosegue: “Inoltre, in merito alla possibilità di nuove trivellazioni off shore, il Movimento Cinque Stelle non può che rimarcare la sua totale contrarietà. L’Italia paga il prezzo di una legislazione in materia assolutamente irrispettosa della tutela delle coste. Crediamo che puntare sul petrolio piuttosto che sulla valorizzazione dei litorali – innegabile fonte di turismo – sia un attentato alla dignità degli italiani.”

Conclude Giancarlo Cancelleri, l’attivista nisseno candidato alla Presidenza delle Regione Siciliana: “La legislazione italiana in materia di trivellazioni, molto spesso non tiene conto del patrimonio ambientale marittimo, soprattutto per quanto riguarda le coste siciliane. Ci chiediamo come sia possibile giustificare permessi di trivellazione nei pressi delle acque di Favignana, quando proprio in quello spazio marino si estende la più grande riserva marina d’Europa. Basta questo per capire come la legislazione italiana in materia di trivellazioni sia assolutamente non curante della tutela dell’ambiente.”

Il Movimento Cinque Stelle si impegna pertanto a portare avanti un’idea di energia diversa – ormai nota a tutti – fatta di sistemi puliti, rispettosi della salute del territorio e dei cittadini.


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