«Non è accettabile che una scuola destinataria di un importante intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza finanziato con 2 milioni di euro di risorse pubbliche finisca sott’acqua alla prima forte pioggia del nuovo anno scolastico. Adesso occorre capire, con chiarezza e senza scorciatoie, che cosa sia accaduto e soprattutto se esista un collegamento tra l’infiltrazione e i lavori realizzati sull’edificio».
A dirlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Lidia Adorno, che ha presentato un’interrogazione al Presidente della Regione e al Governo regionale sull’allagamento del plesso “Enrico Fermi” dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Falcone” di San Giovanni La Punta, in via Morgioni.
Il caso assume particolare rilievo perché l’edificio è stato interessato, proprio di recente, da un intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza finanziato dal Dipartimento regionale della Protezione Civile per 2 milioni di euro.
«Il 16 settembre, appena 24 ore dopo l’apertura del nuovo anno scolastico – prosegue Adorno – un acquazzone ha provocato una significativa infiltrazione. L’acqua è caduta copiosamente dal tetto, interessando dapprima l’aula magna e poi il corridoio a ridosso delle aule. Non vogliamo fare processi sommari e non intendiamo attribuire responsabilità prima che siano accertati i fatti ma proprio perché parliamo di un intervento finanziato con una somma importante di denaro pubblico, è doveroso verificare che cosa sia stato fatto, come sia stato fatto e se le opere realizzate abbiano svolto correttamente la loro funzione».
L’interrogazione chiede in particolare di sapere se, prima della riapertura del plesso, siano stati effettuati collaudi, sopralluoghi e verifiche tecniche sulla corretta esecuzione e funzionalità degli interventi e di accertare quali opere siano state realizzate sulla copertura per prevenire le infiltrazioni.
«La priorità – conclude Adorno – è naturalmente la sicurezza degli alunni, del personale scolastico e di tutti coloro che ogni giorno vivono quella scuola. Se ci sono problemi nella copertura o nelle opere eseguite, bisogna individuarli subito e intervenire. Non si può convivere con il rischio che alla prossima pioggia l’acqua torni a entrare nelle aule. E poi c’è anche un altro tema che non può essere eluso: la tutela delle risorse pubbliche. Due milioni di euro rappresentano un investimento significativo e i cittadini hanno il diritto di sapere se quell’investimento ha prodotto le condizioni di sicurezza e funzionalità che doveva garantire».
