Il M5S si oppone all’impianto a biometano a Mazzarrà Sant’Andrea

I deputati Giampiero Trizzino e Alessio Villarosa: “Area già devastata da discarica. No a ennesima bomba ecologica”. 

“Le preoccupazioni della comunità messinese sono più che legittime, non solo per l’ennesimo impianto che rischia di compromettere sensibilmente la salute del loro territorio, ma anche e soprattutto per il fatto che la capacità che potrà trattare è talmente eccessiva da superare il reale fabbisogno di tutta la provincia. Alla luce di ciò mi domando come possa mai conciliarsi un siffatto progetto con la nuova divisione per ambiti provinciali che propone il presidente della Regione. In altre parole, se ogni ambito deve coincidere con la provincia, ed ogni provincia deve essere autosufficiente, che senso ha costruire un impianto che tratta più rifiuti di quelli che tutta la provincia produce?”.

A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giampiero Trizzino già presidente della Commissione Ambiente all’Ars che si oppone alla realizzazione di una serie di impianti per la trasformazione dei rifiuti in biometano a pochi chilometri dalla discarica nel comune messinese di Mazzarrà Sant’Andrea, territorio già al centro del dibattito per via di una discarica che per molti costituisce già “uno scempio ambientale ed un pericolo per la salute degli abitanti”. Sulla questione interviene anche il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Alessio Villarosa.

“Ho da sempre condiviso tutte le preoccupazioni rappresentate dalle comunità colpite da quella bomba ecologica – spiega Villarosa – che ancora oggi è la discarica di Mazzarrà e quindi condivido oggi anche l’attuale preoccupazione del Sindaco di Furnari sul progetto approvato dalla SRR Messina Provincia. Abbiamo sempre ritenuto importante la riattivazione degli impianti per il trattamento di biogas e del percolato per il sito in quanto fondamentali per la sicurezza di tutta la comunità (costo stimato dalla società circa 1 milione di euro), possiamo condividere la creazione di un impianto FORSU che tratti solo il verde e l’umido ma riteniamo una scelta folle quella di riportare 100.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (e la conseguente attivazione di un TMB) in quel particolare e tartassato sito. Invito tutti i miei colleghi a rivalutare le loro posizione e non sottovalutare tutto quello che potrebbe succedere se quel progetto continuasse nel suo iter” – conclude Villarosa. 


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