Covid. La denuncia M5S: Al Vittorio Emanuele non c’è ancora traccia del pronto soccorso infettivologico

La deputata Ars Damante chiede l’intervento della Regione. “Può una gara andata deserta sulla TAC a metà agosto impedire l’attivazione di un intero reparto?”

L’emergenza Coronavirus sta palesando in tutta la sua drammaticità il costante smantellamento della sanità gelese. Così l’ospedale Vittorio Emanuele continua ad essere smembrato di reparti e personale anche se a mettere i soldi è lo Stato. Ultimo esempio? La gara andata andata deserta sulla TAC al pronto soccorso infettivologico cui ad oggi è seguito il nulla è l’ultimo tassello di un depauperamento che va avanti da troppo tempo. L’assessore Razza faccia immediatamente chiarezza”. A denunciarlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Ketty Damante che con una interrogazione incalza l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza a chiarire sulla mancata attivazione del pronto soccorso infettivologico all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela.  

“L’ospedale Vittorio Emanuele di Gela – spiega Damante – è un DEA di I livello e pertanto, la stessa Asp di Caltanissetta, in ossequio a quanto disposto dai provvedimenti ministeriali e assessoriali e riconoscendo la necessità di procedere all’individuazione di aree dedicate e percorsi separati nonché all’implementazione dei macchinari dei reparti di radiologia, ha indetto apposita gara per il Pronto Soccorso Infettivologico. Così il 25 agosto 2020 l’ASP di Caltanissetta pubblica un avviso con procedura aperta per la fornitura di due diagnostiche TAC, comprensive delle opere edili e impiantistiche per l’implementazione dei Pronto Soccorso Infettivologici dei Presidi Ospedalieri di Gela e Caltanissetta ma su Gela la gara va deserta. Ne consegue che tutto il comprensorio che fa riferimento all’Ospedale Vittorio Emanuele, deve rassegnarsi ad aspettare ore per la sanificazione della TAC del reparto Radiologia dopo che è stata usata per un paziente positivo al covid e, nel caso si tratti di patologie gravi, il pericolo di arrivare tardi per salvare una vita è una certezza.

Possibile che una gara andata deserta fermi le ulteriori azioni per dotare comunque Gela di un Pronto Soccorso infettivologico? E Inoltre che fine ha fatto l’aumento fino a 12 posti letti in Terapia Intensiva del Vittorio Emanuele che non viene ancora attuato? È una rassegnazione inaccettabile viste le restrizioni pesantissime alla libertà personale, dopo che ci impediscono persino di prendere un caffè al bar, e dopo avere costretto persino i bambini a comportamenti innaturali. Per queste ragioni – conclude la deputata – serve un intervento immediato dell’assessore Razza”. 


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