Gela, il M5S: “Le bonifiche porterebbero lavoro per altri 20 anni”

Intervengono anche i consiglieri comunali Cinquestelle a Gela che hanno depositato una nuova mozione che impegni il governo regionale e nazionale per il reperimento dei fondi FEG.

Il M5S Sicilia esprime solidarietà agli addetti alla raffineria dell’insediamento Eni che da ore sono mobilitati in protesta. “Basta con queste continue prese in giro da parte di governo nazionale e regionale – afferma il deputato Cinquestelle del Nisseno Giancarlo Cancelleri – Crocetta, Renzi e tutto il PD non possono abbandonare i lavoratori e le città in questo dramma, sono loro i responsabili e devono trovare soluzioni e soldi per avviare le riqualificazioni e mettere in sicurezza i livelli occupazionali che in questo momento sono a rischio”. “Le dovute bonifiche – aggiunge l’altro deputato M5S all’Ars Giampiero Trizzino – potrebbero dare lavoro per i prossimi 20 anni, restituendo così ossigeno alle stesse persone che in questo momento stanno vivendo il dramma della mancanza di lavoro; senza tralasciare il beneficio che tutto il territorio ne trarrebbe da una riqualificazione dell’area”.

Intervengono anche i consiglieri Cinquestelle di Gela: “Mentre Gela è soffocata dalla crisi occupazionale, i sindacati dichiarano che Eni non sta mantenendo le promesse fatte. Sono gli stessi sindacati che nel novembre 2014, alla sottoscrizione del protocollo di intesa, dichiaravano che quella era l’unica strada possibile per salvare il sito di Gela ed i suoi livelli occupazionali”. Il M5S di Gela dichiarò già allora che il protocollo favoriva gli interessi di Eni per le trivellazioni in mare,  e che la Green Refinery non rappresentava una reale opportunità per lo sviluppo della città, essendo assolutamente marginale in chiave di riconversione futura. “Il protocollo di intesa del 6 novembre 2014 – continuano i consiglieri del Movimento – non rappresenta un’opportunità, ma una sconfitta. Confermando, inoltre, che le politiche sindacali si sono dimostrate assolutamente fallimentari”.

Nel frattempo il consiglio comunale ha deciso di riunirsi in seduta permanente direttamente nei presidi, al fianco degli operai. I Cinquestelle al Comune di Gela hanno chiesto la tempestiva trattazione in consiglio di una mozione di indirizzo volta ad impegnare l’amministrazione per l’attivazione del baratto amministrativo; la stessa mozione è stata richiesta dagli stessi lavoratori che attraverso il baratto potranno almeno alleggerire la pressione fiscale comunale. Nella seduta di ieri, il consiglio comunale l’ha approvata all’unanimità dei presenti. “Il progetto di sviluppo che abbiamo in mente punta su una strategia precisa, – continuano – il piano industriale presentato alla città dal M5S Gela, concretizzatosi nelle richieste di modifica all’accordo di programma, ha la precisa finalità di attivare tempestivamente le procedure di bonifica e risanamento ambientale, favorendo in via prevalente tutti gli investimenti connessi allo sviluppo di attività di impresa aventi piena sostenibilità ambientale. Senza sacrificare ancora la città sull’altare di uno sviluppo industriale legato alle fonti fossili”. Così è stata depositata, sempre dal gruppo consiliare M5S, una nuova mozione per impegnare la giunta ad avviare i contatti con il governo regionale e nazionale per il reperimento dei fondi FEG. “Ad oggi, – concludono da Gela –  il sito rappresenta una delle aree più inquinate d’Europa, con livelli accertati di contaminazione nel terreno e nelle acque di falda cento volte superiori ai limiti di legge. Non abbiamo interesse per le condizioni poste da Eni, quello che proponiamo è un’alternativa industriale possibile e sostenibile”.

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