Selezione dei dirigenti generali della Sanità. M5S: “No a colpi di mano. Ecco i nostri criteri”

La deputata Angela Foti: “Su professionalità, competenza ed integrità morale non faremo sconti. L’assessore Borsellino è avvertita: non accettiamo nessuna ombra sulle scelte.

Selezione dei dirigenti generali della Sanità, il Movimento Cinque Stelle invoca criteri più rigidi. Per i deputati all’Ars del gruppo 5 Stelle, le scelte dei dirigenti che governeranno le aziende sanitarie, gli istituti di ricovero e le aziende miste Ospedali-Università, dovranno rispondere a criteri che ne garantiscano meritocrazia, professionalità, competenza e dirittura morale. I soggetti promossi dovranno avere inoltre una fedina penale priva di qualsiasi macchia.

Notizie di stampa – afferma Angela Fotilasciano intravedere la possibilità di scelte di nominativi al di là di quelli contenuti nella short list e delle prove finora portate avanti. Ci chiediamo in base a quali logiche e, soprattutto, in base a quali criteri questo possa avvenire. L’assessore Borsellino è avvertita, sui dirigenti non accettiamo nessuna ombra”.

Per evitare “colpi di mano” e ingerenze della politica, il Movimento ha messo a punto una lista di criteri minimi, ai quali le scelte dovranno obbligatoriamente ispirarsi, cominciando dall’esclusione dei nominativi già bocciati dall’Agenas, l’agenzia ministeriale che valuta le aziende per conto dell’assessorato alla Salute.

Questi i criteri minimi per i dirigenti che per il Movimento 5 Stelle vanno assolutamente rispettati:

  • Essere inclusi nelle short list selezionate;
  • Non essere stati condannati, in qualunque grado e a qualunque titolo, in sede penale negli ultimi 20 anni;
  • Non aver in corso inchieste giudiziarie penali pendenti inerenti la gestione della cosa pubblica e non essere mai stati condannati per danno erariale;
  • Non avere avuto in precedenza valutazioni negative sul proprio operato dalle autorità regionali;
  • Avere nel proprio curriculum competenze attinenti al ruolo che si andrà a ricoprire.

Sarebbe opportuno, inoltre, che i futuri dirigenti non avessero parenti stretti (coniugi, figli, nuore, generi, nipoti) eletti o candidati al Parlamento nazionale o regionale o che ricoprono ruoli dirigenziali nei partiti o sindacati.

Le nomine – afferma Vanessa Ferreri, componente della commissione Sanità del M5S – non possono essere fatte sulla pelle dei cittadini. Vigileremo attentamente in commissione perché non sia perpetrato il minimo arbitrio”.


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