Il Comune di Messina ha un debito di 500 milioni di euro

 Il  05 Giugno  si è svolto al Comune di Messina un incontro congiunto tra il Commissario Straordinario, dott. Luigi Croce, ed i sei candidati alla carica di sindaco, tra i quali anche Maria Saija, in lizza per il MoVimento 5 Stelle.

Il Dott. Croce ha evidenziato come i debiti del comune ammontino a circa 500 milioni di euro ed al termine dell’incontro è stato deciso che verrà inviata una lettera al ministero per chiedere (in via del tutto eccezionale) di sospendere la valutazione del piano decennale di riequilibrio, in attesa che si insedi il nuovo sindaco e la nuova amministrazione comunale.

Maria Cristina Saija contesta la mancata adozione di un conto del bilancio che presenti ed attesti ufficialmente  la reale situazione dell’Ente. Infatti, nessuna seria proposta può essere avanzata se non si è mai redatta una situazione contabile chiara e tale da consentire di affrontare i relativi problemi. Non si capisce pertanto come in un breve lasso di ulteriore  tempo si possa dare soluzione a problemi su cui ancora non vi è alcuna ufficialità, non si comprende pertanto quale serio piano di rientro decennale si possa predisporre su tale base di conoscenza, non si capisce se un prossimo Sindaco potrà fare un conto consuntivo al 31/12/2013 rideterminando un valore diverso di deficit da quello che oggi il commissario presenta e che non trova riscontro in nessun conto consuntivo ma solo su dati forniti dai suoi consulenti!!! Noi siamo per risolvere i problemi e sappiamo che per risolverli dobbiamo conoscere la realtà, non possiamo certamente piegare la realtà ai desideri di chi vuole continuare a non vedere per poi scoprire che si ripresenteranno, ancora più gravi in futuro!

Contestualmente rileviamo il continuo stato di emergenza in cui vessa il comune e la conseguente ricaduta sui tempi di pagamento verso dipendenti, partecipate e fornitori che via via diventano sempre più lunghi.

Naturalmente quella di continuare a rimandare le scadenze stabilite dalla legge per ottemperare ai requisiti stabiliti nella procedura di valutazione del piano di riequilibrio ci sembra semplice dietrologia.

La realtà dei fatti è che il dissesto è un avvenimento che non è arrivato dal cielo e che non può essere nascosto. Nel corso di questi mesi è stato fatto notare ripetutamente, sia da M5S che da altri soggetti, che i conti del comune, e le valutazioni e rivalutazioni del reale del monte debitorio, facessero acqua da tutte le parti, a cominciare dai famosi 40 milioni di euro (poi divenuti 33) promessi dal governo regionale il 31 dicembre scorso, che non sono mai stati trasferiti alle casse comunali.
Successivamente, la corte dei conti ha effettuato dei gravissimi rilievi nei confronti di atti approvati dal consiglio comunale, evidenziando profili di irregolarità come riportato qui: http://www.gazzettadelsud.it/news/47568/Croce–mai-pensato–di.html.
Lo scorso 14 maggio un consiglio comunale con 23 presenti (appena sufficienti per raggiungere il numero legale) e palesemente impegnato in campagna elettorale boccia il contratto di servizio con AMAM (www.tempostretto.it/news/voto-unanime-altro-passo-verso-dissesto-consiglio-comunale-boccia-contratto-amam.html). Negli ultimi giorni, lo stesso consiglio non fa seguito all’appello del Dott. Croce di deliberare sul contratto di servizio e sui bilanci dell’ATM.

Ci sono state poi le vicende della cancellazione dell’ecopass e del mancato accesso ai fondi di rotazione. Tutte storie incredibili, che raccontano solo inefficienza e incapacità politica di disegnare lo scenario possibile per evitare le conseguenze della delibera di dissesto finanziario.

La verità è che il piano di riequilibrio fa acqua da tutte le parti e la bocciatura del contratto di servizio AMAM è soltanto l’ultima evidenza. Mancano troppi dati e troppe misure a questo piano di rientro per essere approvato. Questo consiglio comunale ed i dirigenti comunali devono assumersi la responsabilità, politica e non, di quello che è stato fatto sino ad ora.
Ciò che bisognerebbe fare è continuare a lavorare per identificare quale sia la strada giusta da perseguire per iniziare a cambiare direzione e se c’è una richiesta da fare al ministero è quella di allungare la tempistica per il rientro del debito almeno di ulteriori 10 anni per dare la possibilità di una pianificazione del rientro dal debito più rispondente alla realtà.
In ultimo, da un punto di vista politico, riteniamo opportuno che ciascun candidato sindaco si impegni per garantire la rotazione dei dirigenti della ragioneria generale, alla luce di quanto rilevato dalla corte dei conti e dal commissario Croce.

Ci preme sottolineare che chi oggi tenta un disperato e a nostro avviso vano tentativo di procrastinare una situazione che è necessario acclarare, faceva parte di quell’amministrazione comunale che ci ha portato a questo punto di non ritorno e non ci meravigliamo che venga subito avallata da coloro che come forza politica che appoggiava questa amministrazione o come consigliere facente parte del Consiglio Comunale che in questi anni ha taciuto su questa situazione. Ci meravigliamo invece dell’appoggio delle altre due liste “civiche” e su questo rimaniamo davvero perplessi
Ci preme sottolineare che il comportamento del consiglio comunale uscente, ci indica il commissario Croce, non fornisce alcuna collaborazione a partire dall’approvazione dei bilanci delle partecipate che consentirebbero di far luce sulla reale situazione debitoria e a seguire sull’approvazione del piano di rientro. Un atteggiamento alla Ponzio Pilato.


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