Il M5S a fianco ai lavoratori Aligrup

In un momento storico in cui il lavoro è una delle viariabili principali per determinare il benessere o il malessere sociale, la Sicilia soffre in modo particolare la coincidenza di più elementi che congiuntamente concorrono alla depressione territoriale e inibiscono uno sviluppo che, se non necessariamente deve corrispondere alla crescita, sicuramente deve equivalere all’aumento dell’occupazione.

In questo quadro regionale il Movimento 5 Stelle si schiera al fianco dei lavoratori, sistematicamente privati dei propri diritti.
Per questa ragione oggi inoltriamo l’appello dei 1661 dipendenti dei supermercati Aligrup, il cui futuro occupazionale è seriamente a rischio, e annunciamo il nostro pieno sostegno alla loro battaglia, offrendo la nostra disponibilità ad avviare adeguate iniziative a salvaguardia del posto di lavoro e del diritto a percepire regolarmente gli stipendi maturati e ancora non corrisposti.
Ci siamo attivati per capire cosa è stato fatto e quali iniziative sono state intraprese, perché riteniamo necessario dare risposte celeri ai lavoratori, così come ai dipendenti dell’indotto, circa1500, che operano tramite cooperative di pulizie, trasporti e forniture esclusivamente con il Gruppo.

In qualità di “Cittadini” a 5 stelle all’Ars, nel garantire la nostra collaborazione istituzionale nel rispetto dei ruoli e delle competenze, auspichiamo che le istituzioni competenti, in primo luogo il Presidente Crocetta, prendano posizione affinché la vertenza possa trovare, in tempi ragionevolmente rapidi, una soluzione che offra una serena prospettiva occupazionale a queste famiglie costrette in una condizione di profondo disagio.
Intravediamo nell’operazione, oltre che un’opportunità per scongiurare l’ennesima catastrofe occupazionale e sociale, un modo per lanciare attraverso il gruppo, la distribuzione dei prodotti siciliani e delle eccellenze agroalimentari, sperimentando cioè la filiera corta e la vendita dei prodotti alla spina ad essa correlata.

Riportiamo, quindi, l’analisi e le proposte avanzate dal comitato dei lavoratori dell’Aligrup.

Aligrup opera da 40 anni nel settore della Grande Distribuzione Organizzata come concessionaria del marchio Despar per le province di Catania, Enna, Caltanissetta, Siracusa, Ragusa e Palermo. In questo contesto Aligrup è sempre stata al primo posto tra le aziende ad intero capitale siciliano. Le performance di Aligrup relative al 2011 sono: un fatturato di 300 milioni di euro, una rete di 159 punti vendita di cui 45 diretti e 114 in affiliazione, la gestione di un deposito merci e di 3 piattaforme per surgelati, ortofrutta e macelleria.
La quota di mercato in Sicilia pari al 16,87% la pone quale leader assoluto, con il 23,8% di quota di mercato su Catania e provincia. Il gruppo conta oltre 1660 lavoratori più un indotto, rappresentato da aziende locali, che sono cresciute grazie ai rapporti commerciali con Aligrup, con ancora operatori dei centri commerciali per ulteriori 1500 lavoratori: quindi più di 3000 famiglie. L’azienda, come struttura nel suo aspetto verticale dagli uffici fino ai punti vendita passando attraverso la logistica all’avanguardia, è sana ed è altamente efficiente nel mercato della GDO.

Grazie alla struttura verticale si è posizionata nel territorio e ha ottenuto un notevole riscontro da parte di centinaia di migliaia di clienti, tracciabili anche attraverso la carta fedeltà. L’azienda nella sua interezza può essere davvero appetibile per qualsiasi retailer organizzato al quale permetterebbe di acquisire immediatamente importanti quote di mercato in un territorio difficile.
Si propone di:

□ interrompere l’operazione “Spe-zza-ti-no” che consiste nello smantellare la struttura e venderla a potenziali acquirenti, non tutelando in questo modo l’intera rete organizzativa formata da: uffici di sede, deposito, lavoratori jolly e tutti i supermercati;
□ interpellare tutti i retailer italiani (Esselunga, Unes, Auchan, Panorama, Finiper, gruppi Despar nazionali come Aspiag, ecc.) come anche quelli internazionali (Tesco, Sainsbury, WallMart, ecc.) per sottoporre l’acquisto di Aligrup;
□ prospettare agevolazioni ai retailer per il loro ingresso nel nostro territorio proponendo defiscalizzazioni (…) ed altri incentivi (…) ipotizzando modifiche e deroghe alle leggi esistenti.

Come dipendenti, professionisti e cittadini crediamo che queste poche indicazioni possano permettere di strutturare una proposta per ottenere un grande risultato per tutti:

□ l’imprenditore che si lancia in questa iniziativa;
□ l’economia di un territorio che rischia una fortissima depressione;
□ i dipendenti che fin ad oggi hanno creduto e costruito una grande azienda.

In conclusione ricordiamo che l’azienda è in liquidazione volontaria, che è stata presentata istanza di Concordato Preventivo e che è stato reso noto un elenco di esuberi per oltre 700 unità con l’avvio della mobilità a partire dal 3 dicembre 2012.


1 commento

  1. forse non è ancora troppo tardi……..la macelleria sociale è già cominciata con la chiusura di diversi punti vendita, ad oggi circa una decina e altrettanti seguiranno a momenti. Ci vorrebbe un miracolo…..ma i miracoli sono veramente rari!!!!!!!!

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